Cose che succedono quando nasce un bambino. Ovvero il sonno.

Ah quanto amo dormire! Come sono brava io a dormire nessuno mai. Riesco ad addormentarmi ovunque: sui più disparati mezzi di trasporto, su sedie senza schienale, una mattina mi sono addirittura addormentata mentre facevo colazione. Il mio record personale è di 18 ore filate di beatissimo sonno.

Bei tempi.

Me lo dicevano quando ero incinta: “Dormi ora che puoi!” E io che pensavo: sì, ma che palle non è che uno fa scorta di sonno. Ma è un po’ come l’ultimo desiderio del condannato a morte, l’ultima notte di libertà prima della prigione, l’ultimo giorno d’estate. Insomma, è fare qualcosa che si ama dato che a breve non si potrà più fare.

Già si possono accusare alcuni momenti insonni negli ultimi giorni di gravidanza (vi ricordate quando vi parlavo di 3 giorni – e rispettive 3 notti – di travaglio?), ma mai avrei immaginato che si potesse dormire così poco. Le notti in ospedale dopo il parto ti illudono di potercela fare: il tuo pupo dorme accanto a te, certo si sveglia, ma alle 6 arrivano le ragazze della nursery e se lo portano via, così tu puoi dormire nel silenzio per qualche ora.

Quando arrivi a casa, invece, inizia l’inferno. Ogni ora questo ha fame e strilla tanto da fare l’eco tra le mura di camera tua. All’inizio non capisci, non sei abituata, ti svegli di soprassalto e ti chiedi cosa stia succedendo. Ti alzi con la tachicardia e corri da questo demonietto dai decibel inumani, gli dai il latte e cala di nuovo il silenzio. Ti crolla la testa ma non vuoi dormire e rischiare che ti scivoli il bambino e caschi per terra. Finita la poppata aspettiamo il ruttino, fatto il ruttino lo devi ninnare per farlo riaddormentare, mentre lo ninni fa la cacca, così lo cambi, lui si sveglia per bene e ricominci a ninnarlo. Quando finalmente si riaddormenta è passata almeno mezz’ora. Corri a letto per sfruttare tutti i secondi possibili di sonno, nel frattempo però ti sei svegliata bene e ci metti qualche minuto per tornare a dormire. E tu speri di avere un’altra ora di pace ma no, ti sbagli. Perché non è che il bambino dorme un’ora e poi si sveglia, nel momento in cui inizia a mangiare scatta il conto alla rovescia. Quindi, facendo un calcolo sommario, tra latte, ruttino, cacca e ninnananna passa, abbiamo detto mezz’ora, torni a letto e contiamo un 10 minuti per riaddormentarti e siamo a 40. Ne rimangono 20. Venti sacri ininterrotti minuti di sonno. Venti minuti che ti sembrano venti secondi, e si ricomincia, pianto, latte, ruttino eccetera eccetera. Così, all’infinito. Guardi fuori dalla finestra, nel buio della notte guardi le case intorno a te e speri di trovare qualche lucina accesa, come una sorta di solidarietà, ma niente, tutta la città dorme avvolta nel silenzio. Tranne te, che cacci la testa sotto l’acqua gelata per non svenire.  Che vorresti cantare la ninnananna che ti cantava tua nonna ma non ce la fai perché non esce la voce. Che vorresti approfittarne per guardare la tua serie preferita ma sei talmente fusa che non capisci nemmeno i dialoghi.

E questo per tantissime notti di fila. Perché ad un paio di notti del genere si può sopravvivere, a mesi interi no, non lo credevi possibile. Speravi che tuo marito potesse darti una mano, ma niente. Lui non si accorge di nulla, non sente le urla del bambino, tu vorresti svegliarlo per abbracciarlo e piangere ma non lo fai. Non può allattare al posto mio, perché svegliarlo? Rosichi come un cane nel vederlo dormire così profondamente, ma lo lasci lì, cullato dal suo respiro profondo provando un’invidia viscerale che quasi quasi lo svegli giusto per dispetto. Anzi, gli dai un calcio sotto le lenzuola e fingi che sia un movimento non voluto.  

E invece, alla fine, sopravvivi. Non si capisce come ma ce la si fa. Le energie non hanno fine, credi sempre di essere arrivata al tuo limite, ma no, non lo hai ancora raggiunto, hai ancora forze, piccole, stanche, ma ci sono.

Finché finalmente l’incubo finisce. Il giorno in cui Matto ha compiuto 3 mesi ha dormito la sua prima notte intera, e sta continuando anche adesso che ne ha 5. Qualche volta capita ancora adesso che si svegli, ma giusto una poppatina di 10 minuti e torna a dormire beato.

E tu con lui.

Ci sono alcune fortunelle che vantano figli che hanno sempre dormito tutta la notte, e povere martiri che sono anni che non dormono, povere, a loro va tutto il mio affetto.

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