Come lo chiamerete? Ovvero l’annosa questione del nome del nascituro.

Attenzione perché la scelta del nome da dare a tuo figlio è una questione molto importante. Cioè, i genitori, dall’altro della loro presunzione, decidono in modo completamente arbitrario una cosa che poi, sto povero figlio disgraziato, si porterà dietro per tutta la vita, condizionandolo in ogni situazione della sua esistenza.

Data, appunto, l’importanza di questa decisione, tutte le persone con cui abbiamo la fortuna di conversare ci tartassano con la Domanda per eccellenza:

“E come lo chiamerete?”

3, 2, 1… ansia. Non lo sappiamo. Per questo ci sentiamo genitori degeneri che non riescono nemmeno a scegliere un nome degno per il loro tanto amato figlio. In realtà non è proprio vero, diciamo che c’è un attimo un problema di fondo: mettersi d’accordo. Al papà piacciono tutti i nomi, alla mamma nessuno. Voglio dire, la Brolla si stufa di una borsetta nel giro di 3 mesi, figuriamoci per quanto tempo può piacerle un nome. Al massimo 4 minuti.

Poche, ma buone, certezze le abbiamo. Cerchiamo un nome con le seguenti caratteristiche:

  • Che sia italiano. Certamente i nomi stranieri hanno il loro fascino, ma un conto è se di cognome fai Smith, un altro è se fai Cervini. Byron Cervini penso che sia veramente avvilente.
  • Che non abbia lettere strane tipo la K o l’H in posizioni desuete perché poi quando impara a scrivere diventa scemo. Cioè, uno si prende bacchettate a scuola per capire che l’H va tra la G e la C e la I e la E e poi, poveretto, questo scopre che nel suo nome l’H è alla fine, dopo la A e senza nemmeno una consonante. Gli viene la confusione poi.
  • Che sia sufficientemente diffuso. Avverto i peli delle vostre braccia rizzarsi di fronte alla scempiaggine che avete appena letto. Sì, vogliamo che nostro figlio abbia un nome comune, almeno non avrà particolari problemi in futuro. Avete presente quando in discoteca conoscete qualcuno e non capite come si chiama? Scena: “Piacere mi chiamo AHAAHGNO” tu continui a ballare “Comeee?” “AHAAHGNO” “Scusami sai ma con questo baccano non capisco” “AH-AA-GNO” “Aaaah, certo! Piacere” e in realtà non hai minimamente capito e non saprai mai come si chiama questo povero ragazzo. Se si fosse chiamato semplicemente Andrea tu avresti sentito “Piacere mi chiamo AHEHA” e con una percentuale di accuratezza dell’85% avresti intuito correttamente il suo nome.
  • Che faccia paura se pronunciato con la voce grossa. Perché a chiamare i bambini mentre sono bravi ci sono pochi problemi, è quando fanno i cattivi che bisogna essere incisivi. Prendiamo ad esempio un nome tipo Narciso. Prova a pronunciarlo da incazzato: “Narciso, porca putt, vieni qui che come ti ho fatto ti distruggo”. Ma per favore, non ci crede nessuno. Dopo una attenta analisi il nome che maggiormente si presta a questa caratteristica è Marco. “Vieni qui Marco, cazz, che te le do talmente forte che ti blocco la crescita”.

Ed eccole qui, poche semplici regole per scegliere il nome perfetto. Il problema è che ci sono tantissimi nomi che hanno tutte queste caratteristiche. E in più, come ormai saprete tutti quanti, aspettiamo un bel maschietto e, proprio come i vestitini, ci sono molti più nomi carini da femminuccia.

E come la mettiamo? Non si sa, per il momento lo chiamiamo Khal Drogo, ne riparleremo quando sarà il momento.

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