Progetti per il futuro. Ovvero come sarà nostro figlio?

Con il passare delle settimane l’essere incinta diventa sempre più normale e un sacco di ansie e paranoie legate alla gravidanza iniziano a farsi sempre meno pressanti. E questo è certamente un bene, perché la tranquillità è il primo presupposto di una gravidanza sana.

Ma sappiamo bene che il cervello umano è una macchina sì perfetta, ma assolutamente diabolica. Infatti, lo spazio liberato da un’ansia viene subito sostituito da un nuovo pensiero. All’inizio un piccolo seme che in men che non si dica diventa un martello pneumatico che non ti permette di pensare al altro. Fondamentalmente la nostra mente è una perpetua fabbrica di paranoie.

Noi ce ne siamo accorti durante un tranquillo viaggio in macchina in una domenica di luglio. Nel traffico dell’autostrada del sole ti ritrovi ad affrontare un discorso machiavellico nato da un’innocente e sognante considerazione: “Chissà come sarà nostro figlio”.

La cosa più importante è che sia sano, ovviamente. E già lì iniziano a venirti un paio di ansie che scacci immediatamente perché alla fine stiamo semplicemente sognando, non vogliamo addentrarci in questioni etiche troppo profonde, altrimenti ora che arriviamo a casa ci siamo già sparati un colpo in testa e la facciamo finita qui.

Così cerchi di immaginartelo. Avrà i ricci del Brollo e la bocca a cuore della Brolla. Poi sicuramente avrà gli occhialini, perché siamo delle talpe tutti e due e anche l’apparecchio ai denti. Però i bimbi con gli occhialini sono molto simpatici. Ecco, speriamo che sia simpatico. Ma è meglio bello o simpatico? Meglio simpatico che stronzo comunque.

E poi lo sport è fondamentale. Se è un maschio certamente non calcio, oppure sì, sarebbero molto felici il nonno Marzio e lo zio Luca. A me piacerebbe che facesse nuoto che è uno sport completo e poi è il meno sbatti perché non bisogna fare troppe lavatrici. Nuoto ok, ma non sarebbe meglio uno sport di squadra, basket magari? Il nonno Silvano insisterà tantissimo per portarlo a rugby, ma non è un po’ troppo violento? E se è una femmina? Sicuro vorrà fare danza, ma è un mondo veramente difficile. Pallavolo? Del resto la mamma è cresciuta a pane e Mila e Shiro, non è male. Poi il Brollo ci ha giocato per 10 anni. La nonna Nuccia e la zia Barbara suggeriranno basket, il nonno Silvano sempre rugby. La nonna Fiorella dice di fargli fare quello che vuole.

Ha ragione la nonna Fiorella. Ma ne siamo proprio sicuri? E se dopo il liceo questo se ne esce con “Mamma, papà, da grande voglio fare lo scultore”. Oppure il regista, lo scrittore. Oppure vuole andare a vivere dei prodotti del suo orto all’interno di una comune di fattoni hippy.

E metti caso che ha una voce da angelo e vuole fare il provino di X Factor a 15 anni? Non è un po’ troppo giovane? Lo studio è molto importante. Ma se questo mi esce una promessa della discografia? È troppo rischioso. Certo che se vietassimo una cosa del genere capirei anche se nostro figlio scappasse di casa.

E se a 16 anni ci chiede “Mamma, papà, posso andare a Mykonos con i miei amici?” ovviamente no, tesoro, ma cosa ti salta in mente di chiedere una cosa del genere? “Ma uffa, ci vanno tutti, sarei l’unico sfigato che rimane a casa”.

E no eh, va bene tutto ma mio figlio non sarà mai uno sfigato. Ma a 16 anni a Mykonos mi sembra una cosa un po’ aggressive. Per non parlare se sarà una femmina. “Mamma, papà, vorrei fare una vacanza studio a Miami con la mia amica Chantal. Giuro che andiamo là per studiare”. Con la tua amica Chantal manco vai all’Esselunga, bella mia.

“Mamma, papà, ho fatto una ricerca e ho trovato questa scuola di cinematografia a Londra che costa solo 35.000£ l’anno. Ti fanno fare uno stage con il cugino di Spielberg ed è veramente valida”. Amore, noi non ce li abbiamo trentacinquemila sterline… “Va beh, me la pagherei facendo il cameriere”. Amore, non li guadagnerai mai trentacinquemila sterline facendo il cameriere. “Ma guarda che a Londra non è come in Italia, lì c’è la meritocrazia”.

E cosa gli dici a questo punto? Che la scuola di cinema a Londra è da falliti? Che la meritocrazia non esiste da nessuna parte? Come puoi avere il coraggio di distruggere i suoi sogni?

“Mamma, papà, dopo la maturità voglio prendermi un anno sabbatico per concentrarmi sulla mia arte”

Eccolo qui, il nuovo panico. Certo, forse ci è scappata un attimo la mano e ci siamo lasciati andare in questioni che non è il caso di affrontare alla nona settimana di gravidanza.

Per il momento cerchiamo di immaginarcelo con il ricci del Brollo, la bocca a cuore della Brolla e gli occhialini da talpa. Sarà sicuramente un bambino simpatico.

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