La prima ecografia. Ovvero il bruco.

Appena scopri di essere incinta telefoni subito a tua mamma, poi al tuo ginecologo. Ti risponde la signora Giuliana, la segretaria del dottore. Le spieghi velocemente la situazione e le chiedi un appuntamento per una visita. E lei, con una r moscia spaventosa, ti dice “Ma no signora! Adesso è troppo presto! Ci vediamo fra almeno due settimane, mi dica lei, va bene alle 17?”

No, aspetti un attimo: ma come fra due settimane? È un tempo praticamente infinito. “Ma signora, se viene adesso non si vede ancora niente”. Va beh, allora niente, ok alle 17.

Passi queste due settimane in preda al peggio panico: nausee, malattie immaginarie, batteri immaginari. Il tutto facendo finta di niente: vai al lavoro e cerchi di non addormentarti sulla scrivania, vai all’Esselunga e cerchi di non sbavare sopra il banco degli affettati, passi davanti ad una profumeria e cerchi di non vomitare a causa di tutti quegli odori che improvvisamente capti a metri e metri di distanza, eccetera eccetera.

E finalmente, dopo un’interminabile attesa, passano ste benedette due settimane. “Cara, vengo anch’io dal ginecologo che voglio starti vicino e voglio vedere mio figlio”. Ah, quindi mio marito starà nella stessa stanza in cui un altro uomo mi trastulla? Del resto anche lui ha il diritto di vedere il suo bimbo in anteprima… “Va bene tesoro, però non guardare per favore”. “Ma come? Certo che guardo, vengo apposta!” “Certo, ma guarda solo lo schermo dell’ecografia” “Ah, ma l’ecografia non si fa sulla pancia?” ecco, mi sa di no. “Tranquilla, non guardo”

Così alle 17 vai dal dottore, ti siedi davanti a lui e inizi a spiegare tutto quello che è successo, del ritardo, del test positivo, insomma gli dici che sei incinta. E lui ti fa un po’ di domande di carattere medico e poi ti dice: “Si spogli pure e si metta sul lettino che vediamo se è tutto vero”.

Ti rechi circospetta dietro al separé, inizi a spogliarti al rallentatore perché intanto pensi: “Perché potrebbe anche non essere vero? No, fatemi capire: è da più di due settimane che sto malissimo, che non bevo, non fumo, non mangio sushi e praticamente potrei averlo fatto per niente?”.

Senza respirare ti piazzi sul lettino, tuo marito accanto a te, si spengono le luci e si accende lo schermo: “Pare sia tutto vero signori”. Uh mamma, grazie doc! Per un attimo ho pensato di essere pazza. “Eccolo lì, lo vedete?”

No, io non vedo. Non ci capisco una mazza in ste cose mediche! Tutte le volte che qualche amica mi ha fatto vedere l’ecografia di un bimbo io ho sempre detto “Ma che amooooore!” ma ho sempre mentito perché io non vedo niente nelle ecografie! Sono disperata, mi sento già una madre degenere che non riesce manco a vedere suo figlio. Mi giro sconvolta verso mio marito, il quale con le lacrime agli occhi annuisce. Maledetto lui e il fatto che ci capisce di ecografie! Va beh, faccio finta di niente e fingo clamorosamente: “Ma che amooooore!”. Sono veramente una madre degenere.

Finché il doc lo indica con il dito. E l’ho visto. Mi aspettavo un bambino in miniatura e invece è un bruchino. Se possibile ancora più dolce di un piccolo bambino. Praticamente nella pancia ho un bruchino di un centimetro con un cuore sproporzionato che batte fortissimo.

Dopodiché sono state pronunciate diverse parole, mi sono state fatte diverse raccomandazioni, mi sono stati prescritti diversi esami, ma io non ho sentito niente perché pensavo a quanto era carino il mio bruchino. Fortuna che c’era il Brollo che ha sentito tutto.

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