Ma diamo i numeri? Ovvero gravidanza e nuove unità di misura.

Una delle prime cose che accadono non appena scopri di aspettare un bimbo è che ti crollano tutte le convinzioni più radicate nel tuo profondo. Ma non dico cose etico-morali molto difficili, mi riferisco proprio a questioni molto pratiche. Ad esempio i numeri.

Cioè, non proprio i numeri in quanto tali, diciamo più che altro una delle più rivoluzionarie invenzioni dell’uomo: le unità di misura. Bellissime perché in questo modo riesci a misurare tutto: liquidi, distanze, pesi, proprio tutto. Il perfetto connubio è unità di misura + sistema metrico decimale. Cioè, pensateci intensamente: è perfetto. Madre Natura ha ben pensato di fornirci di giusto giusto 10 dita, praticamente contare è una sciocchezza.

Lasciando perdere quei matti americani che rifiutano il sistema metrico decimale preferendo misurare attraverso preistorici metodi alternativi, l’unica cosa che l’uomo ha sbagliato in questo settore è la misurazione del tempo. Per qualche motivo abbiamo finito per abbandonare il tanto adorato numero 10 e ci siamo affidati a numeri completamente casuali: 60 (minuti), 24 (ore), 7 (settimane), 28-29-30-31 (giorni), 12 (mesi), 365-366 (anni). Ma che razza di senso ha? Io capisco che bisogna essere precisi e si deve tener conto del tempo che il sole impiega a fare tutti i suoi moti, ma cavolo ragazzi! 10 era perfetto!

Per fortuna la gravidanza dura 9 mesi (numero molto vicino a 10), anche se in realtà non è che siano proprio 9 mesi precisi precisi perché si tratta di 40 settimane (e ciò è bene perché è multiplo di 10). Dunque, visto che il calcolo in settimane è più affidabile, è meglio tenere conto di questo malefico sistema metrico settimale. Che poi non puoi nemmeno tradurlo in mesi perché si sballa tutto! All’inizio sembra tutto molto semplice perché le settimane sono poche e tu riesci a raffigurarle nella tua mente. Ma più si va avanti e più si vengono a creare situazioni che la mente umana non è in grado di concepire e quindi tenta di tradurre il tutto in mesi incappando in errori madornali.

* Arrivati a questo punto, spero che la chiar.ma prof.ssa Arisi, la mia insegnante di matematica del liceo, non legga mai questo post. Mi dispiacerebbe distruggere tutto il suo lavoro di una vita in una manciata di righe. *

Cerco di spiegarmi meglio. Nel momento esatto in cui scrivo, la mia gravidanza è a quota 18 settimane. Ma come diavolo si fa a concretizzare un tempo così indefinito? Cioè, 3 settimane le comprendo, ma 18? Dai, non scherziamo. Il cervello, allora, tenta di semplificare il tutto traducendo sto numero inconcepibile in mesi. Come dato abbiamo che un mese è composto da 4 settimane, quindi, molto semplicemente, 18 : 4 = 4,5. Ottimo, allora sono di 4 mesi e mezzo.

E invece no! In verità la mia gravidanza è a quota poco più di 5 mesi. Ma come? Dove li mettiamo anni e anni di tabelline?

A ben pensarci però, noi signorine con ciclo e tutto il resto, sappiamo che 4 settimane non sono un mese intero, ma solo 28 giorni! Ecco perché si sballa tutto! E quindi mentre calcoli quanti mesi sono tot settimane devi tenere conto dell’avanzo dei 28 giorni, per non parlare che tutti gli altri ne han 31 e quali erano quelli di 30? Novembre di sicuro, ma gli altri?

Ci rinunci, è ovvio. Non puoi mica passar la vita a fare calcoli. Decidi così di rinunciare alla traduzione in mesi e di fare fede a quelle 40 settimane punto e stop. Un po’ ti dispiace perché in questo modo ti vai a trasformare in quelle persone che hai sempre odiato perché ti dicevano “Sono incinta di 29 settimane” e, tra te e te, hai sempre pensato “senti, ciccia, e io come cavolo faccio a sapere cosa vuol dire in mesi”. Però poi capisci che nemmeno loro sono in grado di dirtelo in mesi.

Fai appena in tempo ad accettare questa cosa che tac! c’è un’altra sorpresa ad attenderti. I ricchi se ne accorgono subito perché comprano gli stick costosi che ti dicono addirittura a che settimana di gravidanza sei, ma noi poveri che non ce lo possiamo permettere dobbiamo aspettare la prima visita dal ginecologo, dove ci è successa questa cosa: eravamo lì tutti emozionati per sta storia della gravidanza finché il dottore tira fuori una specie di ruota di carta tutta colorata. Ma che è sta roba? Cioè, vengo dal medico per fare i giochini con la carta e i fermacampioni? Ma ti pare. Lui serissimo chiede la data dell’ultima mestruazione e poi inizia a far girare la rotella. Dopo un po’ se ne esce con un “Lei è incinta da 7 settimane e 3 giorni”. A parte che come ha fatto a capirlo facendo girare la rotella non l’ho ancora capito ma, soprattutto, com’è possibile che siano 7 settimane… secondo i miei calcoli le settimane dovrebbero essere poco più di 5. Sai, sta cosa di come si fa a fare i bambini, un uomo e una donna si amano tanto, dopo circa 2 settimane dal ciclo… Io ho sempre saputo che funziona così.

E invece no! Scopro che si inizia a contare non dal giorno in cui ci si è tanto amati, ma dal primo giorno dell’ultimo ciclo. Cosa? Ma quel giorno il bambino mica c’era! È lo stesso, si fa così e basta.

No va beh, se la volete mettere così per me è ok. Solo non chiedetemi da quanto tempo sono incinta perché non lo so.

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