Brolli Sposi – the next level. Ovvero sta arrivando un Brollino!

-Pronto mamma?

-Sì, ciao tata come va?

-Senti, ti devo dire una cosa. Sei seduta?

-No, aspetta che mi siedo. Ok, dimmi…

-Sono incinta!

-AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!

Tu tu tu tu…

-Mamma? Ci sei?

-Sì, mi era caduto il telefono! Amore, mi scoppia il cuore!

-Mamma stai bene?

-Sì, scusa mi viene da piangere. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!

È così che inizia, che ti rendi conto che è tutto vero. Non quando quella sera vi siete lasciati andare più del solito. Non quando i giorni di ritardo si trasformano in settimane. Non quell’improvvisa taglia in più di reggiseno che non ti spieghi. Non quando vedi le due linee sul test di gravidanza. È quando tua mamma ti urla nelle orecchie che capisci ufficialmente che stai aspettando un bambino.

E allora guardi in faccia tuo marito che fino a 5 minuti prima era in bagno seduto sul bidè accanto a te ancora sul water a osservare in trepidante silenzio quella penna carica della pipì di un sabato mattina di inizio giugno che aveva già due linee nette prima ancora che scadessero quei fatidici 3 minuti che ti dividono da tutto quello che sta per succedere. Poi non lo vedi più così bene perché gli occhi ti si riempiono di lacrime e lui ti dice “Amore, stiamo per diventare genitori”.

E ridi, e piangi, e vai nel panico, e ti senti donna, e ti senti bambina, e sai perfettamente tutto quello che devi fare, poi non lo sai più, sei serena, sei in ansia, non vedi l’ora di vederlo, però eri così magra, certo che passare tutta l’estate senza ciclo non è male, ma non le vuoi le smagliature, ma poi chissenefrega i costumi interi sono così fashion, e dove lo mettiamo il fasciatoio, dobbiamo ridipingere la cameretta, di che colore la facciamo, azzurra o rosa? No, a noi questi colori così sessisti non ci piacciono, la facciamo verde, un bel verde menta oppure quel giallino burro così caldo, va beh ma abbiamo tutto il tempo per decidere, però la facciamo a strisce dai che è così carina, e poi niente videogiochi perché altrimenti ci cresce un celebroleso, ma li hai visti i ragazzini di oggi? Dobbiamo stare attenti.

Ehi. Ehi. Vacci piano con lo stream of consciousness che si fa fatica a leggerlo.

Vero, chiedo scusa.

Ordine! Ecco quello che ci vuole: un po’ d’ordine. Benissimo, quindi iniziamo dalla prima e fondamentale domanda da porsi: cosa sappiamo di gravidanza, alimentazione, parto, educazione? Assolutamente niente. Bene – ma non benissimo -, non c’è problema. In questi casi bisogna andare in libreria e comprarsi un bel libro. Benissimo, ne abbiamo trovato uno che settimana per settimana ti spiega tutto, ma proprio ogni minimo dettaglio che succede al corpo e alla mente della mamma, al bimbo, al papà, insomma perfetto.

E in men che non si dica hai una formazione ginecologica di base che ti può bastare per tutte le autodiagnosi errate che vuoi, peggio di internet, perché, ehi, non scherziamo, l’ho letto su un libro, mica sul forum di mammine.com!

Così abbandoni il tuo libro da 20€ sulla libreria, rigorosamente girato dalla parte delle pagine, così non ti viene in mente neanche per sbaglio che ce l’hai e puoi star serena che non lo leggerai mai più.

Senti, parliamoci chiaro: noi mica siamo due pazzi, prendiamo le cose con filosofia e cerchiamo di vivercela con calma e serenità, affrontando questa nuova avventura rispettando i suoi tempi. Questo sì che è un ragionamento maturo, è proprio quello che faremo.

La prima cosa da fare, dunque, è quella di decidere a chi dirlo e quando dirlo. Beh, a mia mamma l’ho già detto, ora lo diciamo ai tuoi e basta, per ora solo alle famiglie, per tutti gli altri aspettiamo un attimo. Bene, in un paio di telefonate e un invito a pranzo ce la caviamo alla perfezione.

Tempo 4 ore ti chiama un numero con il prefisso degli Stati Uniti e praticamente è la zia Olivia, la cognata del figlio del fratello di tuo nonno che negli anni 50 si è trasferito in America e ha trovato fortuna a West Allis, nel Wisconsin. La zia Olivia l’ultima volta che ti ha visto era il giorno del tuo battesimo e oggi piangendo si congratula con te in una lingua che è una via di mezzo tra inglese e dialetto piacentino. Nel frattempo ti va in palla WhatsApp perché tutti i tuoi parenti ti hanno scritto “Ho sentito la mamma…… Congratulazioni…… a te…… e a tuo marito……”. Ma come? Ma non avevamo detto che dovevano saperlo solo i genitori e i fratelli? Va beh dai, sempre di famiglia si parla, anche se lo sanno nel Wisconsin non è un problema, del resto è stata molto carina la zia Olivia.

Ok, stasera usciamo con gli amici ma muti come tombe, non fiatiamo. Certo, non c’è nessun problema, tanto guarda, non ci dobbiamo preoccupare perché stasera andiamo a cena a casa di quella coppia di amici che non si accorgeranno di niente. Entri in casa e la prima cosa che vedi è una zuppiera con circa 5 litri di sangria, 4 bottiglie di vino e circa 15 casse di birra. Merda, ma un po’ d’acqua non c’è? Con la scusa di un accenno di mal di stomaco rinunci a malincuore al nettare degli dei e per ora il segreto è ancora al sicuro.

-Ragazzi, vi porto giusto due stuzzichini per aperitivo.

Un tagliere di salumi che potrebbe far vacillare anche il più fervido dei vegani. Guarda il grasso di quel salame come mi guarda. Ma tua mamma ti ha raccomandato di non mangiare carne cruda per nessun motivo al mondo perché è molto pericoloso, c’è dentro una malattia che se la prendi è un casino. Con una goccia di saliva che ti scende all’angolo della bocca fai finta di niente, nessuno si accorgerà che non hai ancora mangiato nulla…

-Ragazzi, ci fumiamo una sigarettina prima del sushi?

Sigarettina? Sushi? No, ma qui stiamo scherzando. Sono consapevolmente incinta da oggi, cosa sono tutte queste rinunce?

-Brolla, sei strana stasera…c’è qualcosa che ci devi dire?

Guardi il tuo Brollo che sorride, tu sorridi. Ma no, non c’è niente, tutto ok.

-NON CI CREDO! SEI INCINTA?!?

Sgamati in meno di 20 minuti.

Va beh dai, ma gli amici sono un po’ come una famiglia.

Una decisione avevamo preso, solo una. Ed è andata completamente in fumo in meno di un sabato sera. E questo è solo l’inizio.

 

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